Si definiscono conferimenti impropri quei rifiuti che vengono erroneamente buttati nei contenitori stradali; si tratta di rifiuti “sbagliati” rispetto alla tipologia accettata nello specifico contenitore (es. plastica nella carta, vetro nell’organico, sfalci o ingombranti nell’indifferenziato, ecc.) o di rifiuti tossici o pericolosi che non devono essere affatto conferiti nei contenitori come rifiuti urbani, ma gestiti in modo specifico da ditte specializzate (es. ethernit o amianto, bombole del gas, ecc.).

I conferimenti impropri costituiscono impurità, generando costi aggiuntivi per la loro gestione e vanificando gli sforzi di chi invece separa attentamente i rifiuti e si attiene alle indicazioni della raccolta differenziata. Inoltre in alcuni casi possono rappresentare un serio pericolo durante la fase di trasporto (nei mezzi compattatori), durante la fase di trattamento (per l’impianto e per le persone che ci lavorano) e per l’ambiente.
Si pensi, ad esempio, al danno che potrebbe causare l’esplosione di una bombola di gas (anche vuota) nell’automezzo che la trasporta o presso l’impianto di trattamento (sito in loc. Buraccio a Porto Azzurro), dove i rifiuti vengono sottoposti a lavorazione meccanica, costituita da triturazione e vagliatura.

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Foto 1: conferimenti impropri rinvenuti in un bidone del multimateriale Foto 2: conferimenti impropri rinvenuti in un bidone della carta e cartone
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Foto 3: conferimenti impropri rinvenuti in un bidone dei rifiuti organici Foto 4: conferimenti impropri rinvenuti in un bidone dei rifiuti organici. Attenzione: estrema pericolosità della bombola del gas

Anche credere che il contenitore dei rifiuti indifferenziati possa accettare “qualunque cosa” è un errore: questo tipo di rifiuto consiste in tutto ciò che non appartiene alle tipologie di carta e cartone, multi materiale e frazione organica, e a tutte le categorie di rifiuto raccolte separatamente presso i Centri di Raccolta (ad esempio legno, metallo, grandi e piccoli elettrodomestici, piccoli apparecchi elettrici per la pulizia della casa o l’igiene della persona, telefoni cellulari e componenti, personal computer e componenti, monitor, tv, neon, lampade e lampadine di ogni tipo, medicinali scaduti, pile e batterie, pneumatici, mobili da interno e da esterno, giocattoli di grandi dimensioni, toner e cartucce per stampanti e fax, piccole quantità di materiali inerti, sfalci e potature, olii vegetali).

L'intero ciclo di gestione dei rifiuti funziona e dà risultati solo se tutti i cittadini separano (e correttamente) i rifiuti prodotti in ambiente domestico. Funziona e dà risultati anche se le attività, siano esse di natura produttiva o ricettiva, si attengono alle regole di separazione e adottano la buona pratica della raccolta differenziata, ma soprattutto se gestiscono i rifiuti speciali come tali, adottando quegli accorgimenti necessari al loro corretto smaltimento.

Gli errori o, peggio, i comportamenti irrispettosi nella fase iniziale (domestica) del ciclo, ovvero la mancata o sbagliata separazione dei rifiuti, pregiudicano il risultato, vanificando lo sforzo e l’impegno di molti.

Le fasi per una corretta separazione dei rifiuti sono:

  • separare in casa i rifiuti per tipologia: frazione organica, imballaggi in materiali misti (plastica, vetro, alluminio e banda stagnata, tetrapack), carta e cartone
  • ridurre quanto più possibile la produzione di rifiuti indifferenziati
  • utilizzare il Centro di Raccolta del proprio Comune per il corretto smaltimento dei rifiuti che NON vanno nel contenitore dell’indifferenziato
  • non abbandonare o buttare nei contenitori stradali i rifiuti pericolosi (ad esempio bombole del gas, amianto o ethernit, prodotti chimici e/o tossici, ecc.) che invece devono essere trattati e smaltiti da ditte specializzate e autorizzate
  • conferire i rifiuti prodotti (e separati secondo le tipologie di raccolta differenziata presenti nel proprio Comune) presso i contenitori stradali più vicini alla propria abitazione e, se questi sono pieni, alla batteria successiva
  • ridurre il volume dei rifiuti (ad esempio schiacciando le scatole di cartone, schiacciando bottiglie di plastica, lattine e brick in tetrapack, ecc.)

CURIOSITA'

  • l’obiettivo finale della raccolta differenziata è il riciclaggio, ovvero il reimpiego (nuova produzione da materie prime seconde) o recupero (ad esempio energetico) dei rifiuti, dopo adeguata trasformazione; perciò non ha senso parlare di raccolta differenziata fine a se stessa
  • l’intero sistema (dalla raccolta, al trattamento, fino al riciclaggio) risulta quanto più efficace quanto più alta è la qualità del materiale raccolta in partenza: l’aspetto critico della raccolta differenziata consiste quindi nella conformità dei rifiuti raccolti, ovvero nell’assenza di materiali impropri

>>la prima fase del ciclo di raccolta differenziata, ovvero la separazione dei rifiuti prodotti in ambiente domestico, determina i fattori critici di partenza: la quantità e la qualità

  • gli operatori della gestione dei rifiuti controllano il contenuto dei bidoni o cassonetti stradali e, se non conforme con il tipo di rifiuto a cui sono deputati, lo raccolgono eventualmente come rifiuto indifferenziato, vanificando lo sforzo di chi, invece, in quel contenitore aveva conferito correttamente i propri rifiuti

>>lo sforzo di molti può essere annullato dagli errori di pochi, vanificando gli effetti di una corretta raccolta differenziata e i conseguenti benefici, di natura economica e principalmente di natura ambientale

  • la raccolta differenziata è semplicemente una buona abitudine, non comporta un impegno oneroso. Si ricorda inoltre che non è facoltativa, ma obbligatoria. La normativa ne impone il rispetto e prevede sanzioni per chi non la applica.

Quali rifiuti sono accettati presso i Centri di Raccolta?

Dubbi sulla raccolta differenziata dei rifiuti?

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